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Città e Parco di Monza
 
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Il Parco di Monza in bici
Un intrico di tragitti che sommati non arrivano ad una ventina di chilometri, tutti interni al Parco di Monza, fra prati (137 ettari) e boschi (295 ettari), i Giardini della Villa Reale (35 ettari dove però non si può pedalare), in mezzo a cascine (26), mulini (3), ville storiche (3), ponti (3) e grandi alberi (110.000). Un'ampia parte del parco non è aperta a tutti perchè è occupata da un campo da golf (1/4 del parco) e un'altra parte è occupata dall'autodromo (140 ettari). Siamo comunque nel parco recintato più ampio d'Europa (muro di 13 km) e risalente al 1805 dopo la costruzione della Villa Reale (1779).

Uscendo dal tragitto ciclabile proposto da questo sito ci sono molti piccoli sentieri e stradine da percorrere che portano ad angoli del parco che meritano d'essere scoperti. Nelle zone con acqua si incontrano molti germani reali, ma anche gallinelle d'acqua, garzette e nitticore. Da tempo ci sono anche degli aironi cenerini che stazionano nel parco tutto l'anno. Difficili da vedere ma si sentono spesso i picchi al lavoro. Facile invece vedere delle lepri nelle zone meno frequentate dai visitatori.

Nella Cascina Frutteto il parco ospita la prestigiosa Scuola Agraria del Parco di Monza, scuola fondata nel 1902 dove si tengono diversi corsi per specialisti del settore e anche per hobbisti.

Il parco è raggiungibile anche in treno dalla stazione ferroviaria di Monza che sta sulla linea Milano-Chiasso. Da Milano Porta Garibaldi partono molti treni, tutti fermano a Monza, e su tutti si può caricare la bici.
Dal Parco e dalla stazione è facilmente raggiungibile anche la lunga ciclabile del Villoresi che collega il Ticino all'Adda.


Il Parco di Monza nel progetto del Canonica:

Il Parco di Monza fu costruito per Napoleone che voleva una tenuta agricola modello e una riserva di caccia.

La costruzione iniziò nel 1806, col viceré Eugenio di Beauharnais, sui terreni a nord della Villa e dei Giardini Reali voluti da Maria Teresa d'Austria già nel 1777.

In una lettera, la madre Giuseppina Bonaparte chiede al figlio Eugenio un parco più grande di quello di Versailles. Desiderio esaudito: mentre Versailles si estende su 250 ettari, il Parco di Monza arriva a 700 ettari.

Lo svizzero Luigi Canonica, che è stato allievo del Piermarini, è architetto "Nazionale" della corte francese, e viene incaricato della progettazione dell'opera, opera che confesserà essere per lui una "straordinaria incombenza".

Dal 1805 al 1808 vengono comperati 5 chilometri quadrati di terreni dalla Chiesa e dalle famiglie nobili locali, si costruisce subito un muro di cinta lungo 14 chilometri, e il Parco di Monza diventa il più ampio parco cintato d'Europa.

All'interno delle mura vengono inglobati campi agricoli, strade, cascine, ville e giardini preesistenti; il tutto viene a far parte del grande complesso che diventa una sintesi del territorio agricolo lombardo.

Il Canonica inizia la sua "straordinaria incombenza": modifica le strutture inglobate nel parco, demolisce le cascine di "cadente struttura", modella il terreno, adegua il sistema idrico alle nuove esigenze, mantiene i complessi paesaggistici importanti come le ville Mirabello e Mirabellino trasformandoli e ingentilendoli con elementi di stile neoclassico coerenti con quello della Villa Reale.

Il Canonica individua nel parco tre ambienti naturali diversi:
--- la zona Sud, vicina alla Villa Reale, mantenuta a giardino e campagna aperta;
--- la zona Nord diventa il "Bosco Bello", funzionale soprattutto alla caccia;
--- la zona lungo il fiume Lambro, più bassa rispetto alle ville e alla parte agricola centrale, mantenuta con vegetazione riparia da zona umida.

Per collegare le diverse zone del Parco, il Canonica crea un asse principale Nord-Sud, il viale Mirabello che prosegue col viale del Gernetto e arriva fino al "Rondò della Stella" (oggi sparito sotto l'autodromo), nel centro del "Bosco Bello" (in gran parte sacrificato per l'autodromo e i campi da golf). Trasversalmente al grande viale crea una rete di viali secondari su tutto il Parco.

La "straordinaria incombenza" del Canonica ha dato vita ad un Parco straordinario, ancora oggi unico nel suo genere.


La Villa Reale di Monza

Brevissima storia. Il palazzo viene costruito dall'imperatrice Maria Teresa d'Austria come Villa Arciducale per il figlio Ferdinando I nominato Governatore della Lombardia austriaca.

Del progetto viene incaricato nel 1777 il Piermarini che aveva già collaborato alla costruzione della reggia di Caserta.

Nel 1805, Eugenio di Beauharnais, vicerè del nuovo Regno d'Italia, fissa la sua residenza nella villa che diventa quindi Villa Reale. Fa costruire i Giardini Reali e il Parco come tenuta agricola e riserva di caccia.

In seguito Napoleone cade, tornano gli austriaci, nel 1859 con la seconda guerra di indipendenza il tutto diventa patrimoni di Casa Savoia fino al 1934 quando Vittorio Emanuele III dona buona parte della villa ai comuni di Monza e Milano.

Periodo di degrado dopo la Seconda Guerra Mondiale, poi si forma la Repubblica che amministra una parte del palazzo mentre Monza e Milano continuano ad amministrare l'altra parte. Ulteriore periodo di degrado fino al 2012 in cui cominciano dei lavori di restauro che dovrebbero terminare (speriamo) nel 2014.

(In questo sito sono state usate diverse immagini trovate in arengario.net, sezione Cartoline, nelle pagine firmate da Alfredo Viganò che le ha descritte e commentate in modo molto preciso e interessante).


Percorsi in città
Monza medievale
Usciti dal lato sud del Parco di Monza, si può seguire il tragitto urbano (in giallo nella mappa Google) che attraversa la Monza Medievale incrociando i più importanti monumenti e luoghi storici, come l’Arengario, il più importante edificio civile, la Via Lambro che è la più antica via di Monza, e la Piazza Trento e Trieste che è stata il pratum magnum, appena fuori le mura della primitiva città medievale, e usato fin da allora per mercati e fiere.

Le vie d'acqua: Lambro e Lambretto
Il percorso medievale si sovrappone in parte ad un altro interessante percorso, denominato recentemente "le vie d'acqua" (celeste nella mappa Google) che, dal Ponte Nuovo segue il Lambro appena uscito dal Parco di Monza, per formare col Lambretto un tragitto circolare. Il Lambretto è una deviazione del Lambro voluta da Galeazzo Visconti nel XIV secolo per difendere le mura della città, mura che non ci sono più ma che si possono idealmente seguire per via Aliprandi e via Azzone Visconti.

I due percorsi si possono seguire a piedi o in bicicletta (attenzione ai sensi unici) e sono qui documentati anche con delle vecchie cartoline che mostrano la Monza di un centinaio di anni fa, facendo così un doppio viaggio nel tempo.




Video e slideshow
Il parco di Monza è uno dei maggiori parchi storici europei, ancora oggi ospita migliaia di alberi ad alto fusto e nelle diverse stagioni colorano il parco di verde, marrone, grigio e bianco quando ci sono abbondanti nevicate come quella documentata in questo video. All'interno del parco sono possibili anche alcuni interessanti tragitti ciclistici. "imBALLAmi il fumetto": un evento artistico organizzato nel Parco di Monza, sul prato davanti alla villa Mirabello, con il disegno di graffiti su una quindicina di balle di fieno per ricordare il rispetto dell'ambiente e l'amore per la natura. Anche il centro di Monza merita una visita. Qui sono stati ripresi alcuni aspetti della città. Le panchine metalliche di Monza in un giorno di pioggia mostrano come le gocce d'acqua si dispongono e scorrono lungo la loro struttura, cose che non si notano nelle normali giornate soleggiate.
Le geometrie della pavimentazione di Monza passano abbastanza inosservate, ma le prime luci dell'alba e un po' di contrasti con Photoshop le rendono più evidenti e interessanti.
Nel 2005 il parco di Monza ha compiuto 200 anni, e per l'occasione l'artista Giuliano Mauri ha realizzato l'opera "Voliera per Umani": una grande cupola costruita con rami d'albero intrecciati recuperati dalla manutenzione delle aree boschive del parco. L'opera è stata poi destinata alla dissoluzione del tempo e degli eventi atmosferici.
La biennale Italia-Cina del 2012 ha ruotato intorno alla mostra “naturaLmente” ospitata a Palazzo Reale. Un percorso espositivo che partiva dal giardino, si districava tra le belle stanze del palazzo, nella cappella e nella serra.


Sempre in bici:
Sempre in Bici Val Brembana Cammino di Santiago in bicicletta Adige Città e Parco di Monza Cremona e dintorni, in bibicletta I laghi di Varese e Comabbio In bicicletta lungo il Canale Villoresi La Martesana in bici Lungo l'Adda Nord, in bicicletta Lungo l'Adda Sud, in bicicletta Lungo l'Oglio in bicicletta Mantova e dintorni, in bicicletta Navigli Sentiero Valtellina Ticino: il parco e il fiume
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Rondò dei Pini e Vialone Reale
Il rondò è il punto finale del grande viale alberato (Viale del Rondò, oggi Cesare Battisti), che faceva da scenografia e da accesso alla Villa Reale. La cartolina del 1911 mostra il Vialone Reale in terra battuta e senza la siepe centrale che riduce la prospettiva. Il vialone che ha una sua continuità ideale fino al Ponte delle Catene all'interno del Parco e oltre, fino ad arrivare all'uscita tra Monza e Villasanta. Parallelo nell'attraversamento del Parco troviamo il Viale [...]  [photo: arengario.net - Collezione Viganò]

Villa Reale
La Villa in buone condizioni ritratta in una cartolina di fine '800.  [photo: arengario.net - Collezione Viganò]

Giardini della Villa Reale
In una foto di inizio '800 vista della Villa dai Giardini Reali dove si vede anche un muro che separava la Villa dal Parco.  [photo: arengario.net - Collezione Viganò]

Serrone della Villa Reale
Progettato dall' Imperial Regio Architetto Piermarini nel 1790. Lungo 100 metri per 6 di larghezza e 7 di altezza, prende luce e calore attraverso 26 finestroni e dal portone di accesso al roseto. Era adibito a serra per agrumi, e piante esotiche e rare. Dal 1985 viene usato per mostre d'arte moderna.  [photo: Albertomos]

Roseto
Il Roseto della Villa Reale di Monza nasce nel 1964 per volere di Niso Fumagalli, Presidente della Candy e fondatore nel 1963 dell'Associazione Italiana della Rosa. Viene inaugurato nel 1970 con una madrina d'eccezione: la principessa Grace di Monaco.  [photo: Rebecca South]

Ingresso Viale del Cavriga
Ingresso principale che da Viale Brianza porta al Viale del Cavriga; com'era nel 1916 e com'è oggi (Porta Monza). [...]  [photo: arengario.net - Collezione Viganò]

Bar Cavriga
Un tempo era probabilmente la dependance di un'altra villa, oggi è un punto di ristoro lungo il viale Cavriga. Costruito intorno al 1840, nel lato principale ha un grande frontone triangolare sostenuto da quattro colonne tonde, a lato delle quali ci sono altre quattro colonne quadrate. Sul tetto un terrazzo circondato dalla stessa balaustra che si vede sotto il colonnato.  [photo: Albertomos]

Viale del Cavriga
Un rettilineo (2,2 km) che attraversa il parco dalla porta di Monza (lato ovest) alla porta di Villasanta (lato est) con attraversamento del Lambro sul ponte Cavriga. Una volta era fiancheggiato da un doppio filare di roveri, e si chiamava Viale dei Roveri, come mostra la cartolina del 1904, sostituiti con platani durante gli anni trenta. Sulla destra in una foto del 1907.  [photo: arengario.net - Collezione Viganò]

Viale dei Liquidambar
Viale fiancheggiato da filari di storace americano (Liquidambar styraciflua) le cui foglie in autunno si colorano di giallo, rosso e arancio.  [photo: Lucio Andreetto]

Rondò dei liriodendri
Rondò circondato da liriodendri o alberi dei tulipani (Liriodendron tulipifera), un albero che può arrivare a 20-30 metri di altezza e che produce dei fiori a coppa che assomigliano ai tulipani. Lo stesso rondò è conosciuto anche come Rondò del Cavriga, come il viale che lo attraversa. [...]

Rondò delle rovere
dal nome del tipo di pianta con cui è disegnato, il rovere (Quercus petraea), una quercia la cui chioma può arrivare a 30-40 metri di altezza nei primi 120-200 anni della sua vita, vita che può estendersi fino 500-800 anni. In passato era il Rondò del cedro del libano, albero (Cedrus libani) che lì si trovava e adesso non c'è più.  [photo: Lucio Andreetto]

Rondò degli ippocastani
L'ippocastano (Aesculus hippocastanum) o castagno d'India è un albero usato come ornamento per i viali oppure come pianta isolata. Con la sua chioma che può estendersi su un diametro di 8-10 metri, crea una zona d'ombra ampia e fitta. [...]  [photo: JoJan]

Il Gran Viale
La stampa del Sanquirico mostra una vista dal Ponte delle Catene verso la Villa Reale.

Ponte delle Catene
Il Ponte delle Catene oggi e come appariva alla fine dell'Ottocento. Da sempre luogo per foto ricordo, punto d'incontro per coppiette e di gioco per i bambini che si dondolavano seduti sulle catene fra i paracarri di granito. Il ponte non è stato costruito solo per attraversare il Lambro, ma mostra [...]  [photo: arengario.net - Collezione Viganò]

Ponte delle Catene
Paesaggio innevato nel 1908  [photo: arengario.net - Collezione Viganò]

La Torre
La Torretta nei giardini della Villa Reale com'era nel 1902 e com'è oggi. Edificio neogotico progettato da Luigi Canonica con finte rovine di mura antiche, così come si usava nella progettazione dei parchi all'inglese. Una torre coi suoi merli a difesa della collinetta, l'assedio della vegetazione, i ruderi di una immaginaria città medioevale, archi gotici, medaglioni, stemmi del ducato lombardo ed altri elementi architettonici per la composizione paesaggistica dei Giardini.  [photo: Collezione Viganò e MarkusMark]

Laghetto dei giardini
Sopra il laghetto in una incisione di Federico Lose apparsa su 'Promenade dans le parc imperial e royal et les jardines de Monza' nel 1827, e sotto il laghetto come compare oggi. [...]

Laghetto dei giardini
Cartolina del 1903 che mostra il tempietto che domina il paesaggio e si specchia nel laghetto.  [photo: arengario.net - Collezione Viganò]

Laghetto dei giardini
Queste cartoline del 1900 e 1930 mostrano che sul laghetto si poteva affittare una barca per farci un giro turistico.  [photo: arengario.net - Collezione Viganò]

Tempietto
Elemento decorativo dello stile paesaggistico o all'inglese voluto nel progetto del Piermarini in uno dei punti focali dei giardini reali, serviva anche da belvedere nella passeggiata che attraverso sentieri con salite e discese porta al laghetto.  [photo: Albertomos]

Laghetto della Valle dei Sospiri
Una cartolina di prima della guerra a confronto con una foto recente. Laghetto di sola natura, niente elementi storico-romantici aggiunti come nel laghetto dei giardini. [...]  [photo: arengario.net e Wikipedia]

Santuario Madonna delle Grazie
Appena fuori dalle mura del parco, nella via Boccaccio si vede lo storico e antico ponte e subito dopo il santuario francescano della Madonna delle Grazie ( in realtà della Vergine delle Grazie e i Frati Minori).  [photo: arengario.net - Collezione Viganò]

Fagianaia
La fagianaia oggi, ristorante St George, e in una cartolina del 1934 quando era sede del Golf Club. [...]

Fagianaja
La fagianaja in una stampa del Sanquirico. Si trova a ridosso del bosco adesso occupato in buona parte dal Golf Club. In origine il parco era anche una grande tenuta di caccia.

Serraglio dei Cervi
iIn una foto del 1904 e nella copertina di un famoso libro del 1827. Scenografica porta d'ingresso del Canonica in stile neogotico. Il serraglio serviva per il ripopolamento della selvaggina. Di fianco la 'Cascina dei Guardiani' in semplice forma quadrata. I cervi in origine erano liberi nel [...]

Ponte del Cavriga
Su progetto di Giacomo Tazzini 1833  [photo: Albertomos]

Ponte dei Bertoli
Progettato del Tazzini nel 1838. Prende il nome Bertoli dalla famiglia proprietaria dei terreni in zona.

Via Mulino del Cantone
La chiesa di Villasanta, che sta oltre il muro di cinta del parco, vista da Via Mulino del Cantone, all'altezza dei Molini Asciutti, in una cartolina del 1899. Ai tempi Villasanta era divisa in due paesi: Villa San Fioriano e Santa. A parte i vestiti dei due visitatori dell'epoca, la vista è rimasta molto simile.  [photo: arengario.net - Collezione Viganò]

Villa Mirabello
Com'era nel 1917. Un eccellente esempio di architettura e dimora seicentesca, costruita verso la metà del XVII secolo dalla famiglia Durini prima della creazione del Parco. La struttura a U aperta verso il paesaggio, con corte d'onore, è molto importante dal punto di vista strutturale, perché segna il passaggio del palazzo chiuso fra mura, tipico del 1400-500, ad un innovativo concetto di palazzo-villa di campagna aperta verso uno scenografico giardino o parco.  [photo: arengario.net - Collezione Viganò]

Villa Mirabello
La villa oggi. Quando era abitata dal Cardinale Angelo Maria Durini (1725 - 1796) era un luogo di delizie e un cenacolo per letterati, era stata ristrutturata e abbellita con affreschi. Dopo la morte del Cardinale la Villa venne requisita dai soldati di Napoleone, poi nel 1805 fu acquisita da Don Carlo Vimercati Sanseverino, e in seguito venduta al Governo Italico che la inglobo nel Real Parco.  [photo: Lucio Andreetto]

Villa Mirabello
Il salone centrale, salone da ballo, è alto due piani; al piano superiore c'è una balconata lungo tutto il perimetro del salone e serviva come luogo di passaggio per accedere alle camere e anche come tribuna d'onore per assistere al ballo; le pareti sono completamente affrescate; il soffitto a [...]  [photo: Lucio Andreetto]

Villa Mirabellino
Sullo sfondo la Villa Mirabellino in una incisione del 1830 di C.Sanquirico. La villa è stata costruita per volere del cardinale Durini nel 1776 e completa un magnifico scenario con la Villa Mirabello collegata attraverso il Viale dei Carpini. Mirabello e Mirabellino hanno entrambe una pianta a 'U' con un corpo centrale e due ali laterali collegate ad angolo retto in un insieme aperto allo spazio esterno.

Villa Mirabellino
Com'e oggi e come appariva nel 1919. A fianco il Viale dei Carpini che la collegava alla Villa Mirabello a formare un elegante sistema paesaggistico con le due ville che si guardano. [...]

Villa Mirabellino
La 'Villa Augusta', Villa Mirabellino, in una stampa del 1808 di Gaspare Galliari, prima degli interventi e delle aggiunte dell'800. Nello sfondo un Resegone stilizzato.  [photo: arengario.net]

Ex ippodromo
Nei primi anni '20 continua la frenesia di sacrificare il parco per dedicare delle grandi aree per impianti sportivi. Dopo l'autodromo si costruisce anche un ippodromo che si piazza proprio in mezzo fra le Ville Mirabello e Mirabellino cancellando totalmente il Viale dei Carpini che le colle [...]

Piani del parco
I diversi piani su cui poggia il parco di Monza creano diversi habitat dove diversa è la vegetazione che ci cresce.

Viale dei Carpini e Villa Mirabello
Viale dei Carpini (prima viale dei Carpani) - Un rettifilo lungo 400 metri che collega villa Mirabello (a est) alla villa Mirabellino (a ovest). Nel 1924 con con la costruzione dell'ippodromo del Mirabello il viale era stato cancellato, e da poco è stato ripristinato. [...]

Autodromo 1925
L'autodromo risale al 1922, al 25mo anniversario della fondazione dell'Automobile Club di Milano, uno degli autodromi permanenti più antichi del mondo, costruito in soli 110 giorni. Trovandosi all'interno di un parco l'autodromo ha avuto problemi di impatto ambientale fin dalla sua costruzione con una conseguente riduzione della lunghezza rispetto al progetto iniziale. Nel tempo è stato sempre difficile bilanciare le esigenze tecniche e di sicurezza con l'impatto sul parco, [...]  [photo: Wikipedia]

Bosco Bello
Buona parte del Bosco Bello è stato sacrificato per l'autodromo e per il Golf Club. Il confronto fra la mappa del Canonica e quella satellitare mostra l'estensione originale del bosco, dove ancora si vede il Rondò della Stella con i raggi di vie che portavano all'interno del Bosco Bello e con il Viale del Gernetto che, insieme al Viale Mirabello faceva parte del lungo cannocchiale che attraversava l'intero parco fino alla Villa Reale. Il nome Bosco Bello viene per le [...]

Bosco Bello
Sopra questa cartolina del 1974 si possono tracciare, anche se in modo sommario, i confini originali del Bosco Bello (in rosso), la posizione del Rondo della Stella (bianco), e le aree di bosco sacrificate per l'Autodromo (giallo) e il campo da golf (arancio). Sullo sfondo le montagne ben visibili dal parco, le Grigne e il Resegone. Al posto dell'autodromo e del campo da golf c'era la misteriosa selva dei Gavanti, nobile famiglia monzese, selva che si estendeva da Biassono [...]

Rondò della Stella
o rondò dei Carpini, ora inglobato nell'autodromo e ancora riconoscibile per la sua forma. Da qui partivano dei viali prospettici che portavano a delle visibili architetture interne ed esterne alp arco. Fra questi viali c'era il lungo Viale delle Noci, ormai scomparso, che si estendeva a sud fino al Viale Cavriga.

Cascina Bastia
Era probabilmente una scuderia. Tre corpi a U che racchiudono un cortile, in uno dei tre corpi c'è oggi un servizio di noleggio di biciclette.  [photo: Albertomos]

Cascina Casalta
Cinque edifici intorno ad una corte. Costruita per ospitare contadini, un loggiato su due piani sostenuto da colonnine neoclassiche in granito di base ottagonale.  [photo: Albertomos]

Cascina Cattabrega
Nonostante la funzione rustica si vede una grande attenzione nel progetto architetturale, nella scelta dei materiali e il grande affresco religioso che era incastonato ad arco nel centro della facciata. Fisionomia ottocentesca, strutturata su due piani con l'abitazione al piano superiore mentre la stalla e il vano per gli attrezzi sono al piano terra.  [photo: Wikipedia e arengario.net]

Cascina Cernuschi
La cascina, un tempo conosciuta come Cernusca, in una cartolina del 1908. La costruzione fu terminata nel 1825, un bel edificio in tre corpi e tre piani. Oggi non esiste più il frutteto, nel vialetto di accesso c'è con un filare di piante ornamentali e la luminosità originale della cascina è messa in ombra dalla vegetazione. Originariamente era adibita all'allevamento dei cavalli del Mirabello, oggi è caserma dei Carabinieri a cavallo.

Cascina Costa Alta
Al completamento dei restauri sarà usata come Ostello della Gioventù, punto di ristoro, per i Centri Ricreativi Estivi e per attività di Educazione Ambientale e Alimentare.

Cascina Costa Bassa
Conosciuta anche come Ospedale dei Cavalli perchè era una scuderia che serviva per la sosta e il riposo dei cavalli durante le passeggiate reali. Progettata nel 1825 dall'architetto Tazzini, impianto classico, finiture realizzate anche con materiali poveri come i ciotoli di fiume, grandi colonne [...]  [photo: arengario.net - Collezione Viganò]

Cascina del Forno
Risale al 1780 ed è conosciuta anche come Cascina Fornasetta, per la presenza di un antico forno, che oggi non esiste più. In origine era abitazione del direttore dei Giardini Reali, aveva un portico, magazzini, deposito sementi e attrezzi, e anche una stanza per l'aiutante del capo-giardiniere.  [photo: Albertomos]

Cascina del Sole
Stile eclettico, più volte pesantemente rimaneggiato, ormai senza elementi stilistici importanti ad eccezione della cuspide della facciata principale. Risale al 1839 per opera dell'architetto Tazzini. Si trova al centro della Valle dei Sospiri in un ampio prato e deve il suo nome alla splendida posizione. Nella facciata è stato recentemente riprodotto il simbolo del sole fiammato lombardo, e nel retro c'è ancora un vecchio pozzo. Oggi ospita un bar e ci abita il proprietario.  [photo: arengario.net e Albertomos]

Cascina Fontana
Uno dei più fantasiosi esempi neoeclettici anticipatori della moda neogotica, molti spunti innovativi anche nell'uso di materiali 'poveri' come il mattone a vista e il ceppo rustico o della molera dello zoccolo delle colonne laterali.  [photo: Albertomos]

Cascina Frutteto (Scuola Agraria del Parco di Monza)
La Cascina Frutteto al centro del geometrico 'frutteto matematico' progettato da Luigi Canonica e dall'allievo Giacomo Tazzini. La cascina, dalla caratteristica forma a ferro di cavallo, era inserita con una elaborata ricerca geometrica nel giardino matematico di cui non rimane più nulla. La [...]  [photo: arengario.net e Wikipedia]

Cascina Milano
La cascina Milano sorge vicinissima alla Villa Mirabellino ed è stata edificata successivamente.  [photo: Albertomos]

Cascina Molini Asciutti
Da una cartolina del 1904 e a fianco la pianta del progetto.  [photo: arengario.net - Collezione Viganò]

Cascina Molini Asciutti
Interno del mulino e la ruota a pale. Il mulino è ancora parzialmente attivo, si possono vedere i vecchi ingranaggi e le ruote in pietra per le diverse macinazioni. [...]  [photo: Lucio Andreetto]

Cascina Mulini San Giorgio
I mulini San Giorgio ( (già Molino delle Crotte) in una foto dell'800, l'ultimo e il più elaborato dei mulini progettati dal Giacomo Tazzini. Due edifici simmetrici, quello a est è abitazione e quello ovest è ad uso agricolo. Aveva sei pale in legno e sei macine di pietra alimentate dal Lambro attraverso la Roggia Molinara, e ha lavorato fino al 1952 quando è stato trasformato in azienda zootecnica.

Cascina Pariana
Conosciuta anche come Cascina Isolina, costruita nel 1833, pianta esagonale, un portico con sopra un fienile per il pascolo dei daini.  [photo: Lucio Andreetto]

Cascina San Fedele
Una stampa del Sanquirico che mostra anche il Resegone nello sfondo. Facciata sud neogotica con fasce bianche e grigie in pietra, aperture ogivali con finestre in marmo che il Canonica recuperò a Milano dalla chiesa demolita di Santa Maria di Brera. Le bifore sono di Giovanni di Balduccio da Pisa rimaneggiate dal Canonica.  [photo: Wikipedia e arengario.net]

Mulino del Cantone
Stampa del 1830 che mostra il Mulino del Cantone prima che venisse rifatto dal Tanzini. Il mulino risale al 1840 ed era stato costruito su una struttura preesistente da cui è stata inglobata e rielaborata la torre di matoni risalente al XII secolo, ed è probabilmente tutto ciò che ci resta dell'antico fronte eretto a difesa di Monza. Alla fine dell'Ottocento il mulino è stato convertito in caserma dei Reali Carabinieri. I comuni di Monza e Milano lo acquistano nel 1937, lo [...]  [photo: arengario.net - Collezione Viganò]

Mulino del Cantone
Cartolina del 1899. Mostra il Molino in primo piano e Villa Mirabello nello sfondo. Questo è un mulino minore rispetto agli altri presenti nel parco, come quello della Cascina Mulini San Giorgio o quello della Cascina Molini Asciutti. Sembra un modellino di mulino e le pale nel condotto interno [...]  [photo: arengario.net - Collezione Viganò]

Chiusa del Cantone
La chiusa che genera la roggia che alimenta il Mulino del Cantone. [...]

Chiusa del Cantone
Lo schema della Chiusa del Cantone è molto preciso e mostra l'architettura dove l'acqua viene accompagnata dolcemente nel superare il dislivello creato dalla chiusa, e mostra i particolari dei manufatti usati. Risale al 1852 ed è opera dell'ingegnere Cantalupi. Nello schema del mulino si vede invece il canale laterale e la caduta verticale dell'acqua sopra le pale. Questo schema è del Tazzini e risale al 1840.  [photo: Il Parco Reale di Monza. Associaz Pro Monza]

Piazza Citterio / Vittorio Emanuele
Questa piazza era prima intitolata a Vittorio Emanuele, un tempo ci passava il tram elettrico a due carrozze e due piani chiamato 'a imperiale', che collegava l'Arengario con Milano. Il monumento al Re c'è ancora e da questa piazza si apre il tridente dei Boschetti che fa da collegamento fra la [...]  [photo: arengario.net - Collezione Viganò]

Villa Archinto-Pennati
La Villa Archinto-Pennati, fronte (com'è oggi) e retro (cartolina del 1917). Fa parte della villa un grande giardino, progettato forse dal Canonica nel 1829, comprendente una laghetto, un tempietto classico, una torrettta neogotica e una limonaia, giardino monumentale separato dal Parco Reale da [...]  [photo: arengario.net - Collezione Viganò]

Porta Teodolinda
Porta d'ingresso al Parco e alla Villa sul viale Petrarca che è stato costruito in un periodo successivo per realizzare un rapporto 'triangolare' di collegamento fra i giardini e la città, rapporto che prima era realizzato in modo non bilanciato con i soli Viale Margherita (a sinistra sulla mappa) e il viale centrale dei Boschetti. La porta di Teodolinda è uno strano neo-neo-gotico e potrebbe eseere stata costruita con materiali avanzati dalla 'fabrica del dom' di Milano, [...]

Voliera per umani
Un'opera realizzata Giuliano Mauri per i 200 anni del parco di Monza. Un cupolone costruito con giunchi intrecciati raccolti nel parco e lasciata poi volutamente decadere negli anni fino al suo totale dissolvimento. Oggi non resta più nulla. [...]  [photo: Lucio Andreetto]

Lo scrittore
Monumento allo scrittore di Giancarlo Neri, realizzato nel duecentesimo compleanno del Parco. L'opera vuole celebrare la solitudine del processo creativo della scrittura che obbliga lo scrittore ad un totale isolamento dalla realtà che lo circonda per rimaere solo al tavolo su cui lavora.  [photo: Lucio Andreetto]

fuochi artificiali
Il prato dove viene organizzato ogni anno, in giugno, lo spettacolo con i fuochi artificiali in occasione della sagra di San Giovanni.  [photo: Lucio Andreetto]

Stazione ferroviaria di Monza
Linea Milano-Chiasso, ma transitano anche i treni diretti a Lecco e Bergamo. Tutti i treni fermano a Monza e su tutti i treni si può caricare la bici.  [photo: arengario.net - Collezione Viganò]

Porta di Vedano al Lambro
Cartolina del 1923. Ingresso con portale ad arco acuto che immette nel lungo viale alberato che incrocerà il viale del Mirabello e poi arriverà alla Fagianaia. Di fianco all'arco la casa del custode e a lato una villetta del primo Novecento, il tutto rimasto inalterato nel tempo. [...]  [photo: arengario.net - Collezione Viganò]

Villa Litta
Vicino alla Porta di Vedano confina col Parco Reale la tenuta e il parco di Villa Litta. I due parchi erano collegati da un cancelletto probabilmente usato da Re Umberto I per passare furtivamente dal letto della Regina Margherita a quello della favorita contessa Eugenia Litta Attendolo Bolognini. Villa Litta è del 1840, costruita in stile anglosassone 'Tudor', che non c'entra nulla col paesaggio e la tradizione del luogo. Nella strana villa De Sica ha girato 'Il giardino [...]  [photo: arengario.net - Collezione Viganò]

Santa Maria delle Selve
Nella tenuta di Villa Litta viene incluso anche il complesso storico di Santa Maria delle Selve, rimaneggiato nell'800 e a cui l'archietto Chierichetti, lo stesso ingaggiato per la Villa Litta in stile anglosassone Tudor, aggiunge un campanile eclettico, sempre Tudor. [...]  [photo: arengario.net - Collezione Viganò]

Ponte Nuovo
Il punto dove il Lambro si biforca, il grosso delle acque continua per il corso naturale verso il centro di Monza, altra acqua va invece ad alimentate il Lambretto, canale artificiale voluto da Azzone Visconti come fossato difensivo.

Lambro e Lambretto
La chiusa che regola l'acqua per alimentare il Lambretto.  [photo: Lucio Andreetto]

San Gerardo al Corpo
Una delle tre chiese dedicata a San Gerardo dei Tintori, copatrono della città di Monza. I lavori sono durati dal 1836 al 1842, opera dell'architetto Giacomo Muraglia, e inaugurata alla presenza dell'arciduca Ranieri, vicerè del Regno Lombardo-Veneto. Qui si conservano le spoglie di Gerardo in [...]  [photo: Wikipedia]

Santa Maria al Carrobiolo
La più importante chiesa monzese del XIII secolo, appartenuta inizialmente agli Umiliati, ordine sciolto da Pio V nel 1571, e affidata ai Chierici Regolari di San Paolo (o Barnabiti) che nel periodo tra il 1573 e il 1584 l'hanno quasi completamente rinnovata. Il campanile romanico (1329) è una [...]  [photo: arengario.net - Collezione Viganò]

Santa Maria al Carrobiolo
Interno con impianto medievale a tre navate. Nella navata sinistra, la terza campata corrisponde alla Cappella dell'Addolorata (ridipinta nel 1926 da Luigi Morgari) che contiene un notevole Crocefisso del XVI secolo, attribuito all'intagliatore Battista da Saronno, e la statua in legno policromo dell'Addolorata, opera del XVII secolo.  [photo: Lucio Andreetto]

San Gerardino (chiesa)
La chiesa di San Gerardino si trova in via Gerardo dei Tintori, da non confondere con la Chiesa di San Gerardo al Corpo che si trova in via San Gerardo. San Gerardino è la più antica delle tre chiese dedicate al santo compatrono di Monza. Un documento del 1174 da' notizia dell'ospedale realizzato da Gerardo dei Tintori nella ricca casa paterna in riva al Lambro. Un documento del 1352 parla della chiesetta che nei secoli successivi è conosciuta anche come San Gerardo [...]

San Gerardino (casa)
Nella targa c'è scritto: Questa fu la casa di GERARDO DEI TINTORI (1134 - 6 giugno 1207) Santo e compatrono di Monza. Egli la trasformò in ricovero ospedaliero per poveri e pellegrini, amministrandola con devozione fino al suo ultimo giorno. Dal 6 giugno 2004 gli antichi spazi sottratti a lungo abbandono sono L'OASI DI SAN GERARDO, sosta e conforto per anziani voluta da Monsignor Leopoldo Gariboldi Arciprete del Duomo di Monza e realizzata grazie alla generosità di: Anna, [...]  [photo: Wikipedia]

San Gerardino (casa)  [photo: Lucio Andreetto]

Mulino Colombo
Fra Piazza Garibaldi e il Lambro c'era un isolotto che ospitava il mulino Colombo, lo si vede dalla mappa del catasto 1894-1901 affiancata alla mappa satellitare col Lambro evidenziato in celeste nelle due mappe.

Mulino Colombo
Il mulino è stato costruito nel 1615, inizialmente era usato per la macinatura del grano, poi per la follatura della lana, e infine come frantoio. All'interno si trovano ancora la macina, il torchio e degli attrezzi antichi ed è considerato un monumento di archeologia industriale collocato nel suo luogo originale nel centro di Monza. Il nome del mulino è quello dei suoi ultimi proprietari che l'hanno donato al comune di Monza nel 1987, oggi ospita il Museo Etnologico di [...]  [photo: Lucio Andreetto]

Ponte di San Gerardino
Cartolina del 1904 con vista da via Gerardo dei Tintori. Sulla destra del ponte c'è poi l'antico ospedale fondato da San Gerardo e operativo dal 1174. La ciminiera sullo sfondo era del cappellificio Fedeli, la deviazione del Lambro sulla sinistra porterà acqua al Mulino Colombo. [...]  [photo: arengario.net - Collezione Viganò]

San Pietro Martire
Le prime notizie della chiesa sono del 1369, ma probabilmente l'edificio è più antico, visto che l'ordine domenicano è documentato in Monza dal 1288. La chiesa è dedicata al monaco domenicano Pietro, ucciso nel 1252 dai patarini sulla strada Como-Milano.  [photo: Wikipedia]

Via Carlo Alberto
Luminosa via caratterizzata da case basse ottocentesche.  [photo: Lucio Andreetto]

Piazza Roma
La fontana delle rane e il tram conosciuto come 'La carrozzetta' in una cartolina del 1937. [...]  [photo: arengario.net - Collezione Viganò]

Arengario
L'antico Palazzo Comunale di Monza risalente al XIII secolo su modello del Palazzo della Ragione in Piazza Mercanti a Milano. Il più importante edificio civile della città, simbolo dell'autonomia comunale, con un porticato inferiore usato per il mercato e costruito vicino alla storica piazza del [...]

Palazzo di Giustizia
Una lunga storia iniziata nel XVII secolo con S. Carlo Borromeo che qui volle il Seminario di Monza, poi ingrandito e rimaneggiato nel 1757. Nel 1786 con la nuova legislazione dell'imperatore Giuseppe II il seminario viene chiuso e trasferito nell'ex convento di S.Francesco in piazza del Mercato (oggi piazza Trento e Trieste). L'edificio inutilizzato appartiene ai Durini, lo vendono alla Congregazione della Carità che nel 1809 lo fanno diventare Ospedale San Gerardo [...]  [photo: Wikipedia]

Via Vittorio Emanuele II
La via Vittorio Emanuele II, chiamanta in origine 'contrada Ferdinandea', è parallela alla più antica via Lambro e fu progettata intorno al 1838 in occasione della venuta di Ferdinando. Via Vittorio Emanuele supera il Lambro con il ponte dei Leoni che ha sostituito il ponte d'Arena del I secolo d.C. che portava in via Lambro e quindi nella Piazza del Duomo. Il nuovo ponte e la nuova via puntano verso l'Arengario, l'edificio che meglio rappresenta il potere civile della [...]  [photo: Lucio Andreetto]

Torre di Teodolinda
Torre medievale che si trova sopra la via Lambro. Nonostante il nome con Teodolinda non centra niente. Risale al XIII secolo, faceva inizialmente parte della struttura difensiva della città, poi é diventata porta di transito delle merci dal Lambro alle piazze principali, diventato parte del palazzo [...]  [photo: Lucio Andreetto]

Casa Torre dei Gualtieri
Edificio della metà del XIII secolo in Piazza Carducci, affiancato sul lato destro da un torre della stessa altezza.  [photo: Street View]

Via Gerardo dei Tintori
Il Lambro in via dei Tintori con vista sul ponte di San Gerardino. [...]

Piazza Garibaldi
In Piazza Garibaldi c'era il monumento a Garibaldi, oggi nel cortile dell'istituto Olivetti in via Lecco. Nella vecchia cartolina del 1914 si vede sul fondo la casa con l'insegna 'Pie Case di ricovero e d'Industria', oggi, in posizione più arretrata, c'è il tribunale. [...]  [photo: arengario.net - Collezione Viganò]

Ponte dei Leoni
Ponte in granito a tre arcate costruito nel 1842 sui resti di un ponte romano, il Ponte d'Arena che era lungo quasi il triplo e aveva sette arcate (di cui una è ancora visibile) e una torre, la Torre di Teodolinda, dalla quale si controllava l'accesso alla città. Anticamente si entrava in città da [...]  [photo: arengario.net - Collezione Viganò]

Via Lambro
La via più antica di Monza, è stata probabilmente l'arteria principale dell'antico borgo medievale e conserva ancora oggi alcuni edifici originali come le case porticate dei secoli XIV-XV e la cosiddetta torre diTeodolinda. Al posto dell'attuale Ponte dei Leoni, in epoca romana c'era il più lungo Ponte d'Arena che portava in via Lambro e da lì alla attuale piazza del Duomo.

Basilica di San Giovanni Battista
Dell'antica chiesa, fondata dai Longobardi alla fine del VI secolo, restano solo pochi resti archeologici. Sul posto della chiesa è stato in seguito eretto, tra il XIII e XIV secolo, l'attuale Duomo di Monza. La chiesa era stata eretta dalla Regina Teodolinda intorno al 595 come cappella del Palazzo Reale residenza estiva della corte longobarda.
L'affresco dello Zavattari, conservato nel Duomo di Monza, riprende Teodolinda, regina dei Longobardi, mentre sposa Agilulfo, [...]

Duomo di Monza
Il Duomo è stato costruito fra il XIV e il XVII secolo e dedicato a San Giovanni Battista, stessa dedica della precedente cappella palatina costruita nello stesso luogo del Duomo e che stava a fianco del grande palazzo residenza estiva della regina Teodolinda. [...]  [photo: Wikipedia]

Duomo di Monza
Pianta basilicale a tre navate, con cappelle laterali, transetto e coro. Unica abside centrale. [...]  [photo: Lucio Andreetto]

Passeggiata Mercati
La cartolina del 1911 mostra presso il Ponte dei Leoni una barca per il trasporto passeggeri, in una zona adesso accessibile a piedi sulla sopraelevata Passeggiata Mercati. In questa zona c'era anche una chiusa che deviava le acque del Lambro verso l'Isolino per alimentare i mulini in città. Oltre [...]  [photo: arengario.net - Collezione Viganò]

Via Italia
Il progresso ha portato a Monza il tram elettrico, a due piani, o 'a imperiale' che faceva capolinea all'Arengario e portava a Milano. La strada è già pavimentata in pietra e ci sono naturalmente i binari.  [photo: arengario.net - Collezione Viganò]

Piazza Trento e Trieste
Una vecchia cartolina di fine '800 e inizio '900 dove l'attuale piazza Trento e Trieste si chiamava ancora Piazza del Mercato ed era usata per il mercato fin dal medioevo, era il pratum magnum collocato vicino all'Arengario, dove anche sotto il suo porticato si svolgevano attività mercantili. Al centro si vede il celebre cinema viaggiante Kulmann e dietro diverse bancarelle. Nello sfondo la torre dell'Arengario, il campanile e le guglie del Duomo. L'attuale monumento [...]  [photo: arengario.net - Collezione Viganò]

Piazza Trento e Trieste
Nella nuova pavimentazione sono state riprese le insegne degli antichi mercanti. Qui c'è stato per secoli il pratum magnum, il grande spiazzo erboso appena fuori le primitive mura della città, dove avveniva il mercato settimanale, la fiera annuale di San Giovanni e dove si tenevano le merci più ingombranti come legna, fieno e paglia. Con la realizzazione delle più ampie mura viscontee (iniziate nel 1333) il grande spiazzo è stato inglobato nel centro abitato ed era [...]  [photo: Lucio Andreetto]

Santa Maria in Strada
Santa Maria della Contrada in Strada, è uno dei più importanti monumenti di Monza, sta sulla antica 'strada de Mediolano' che portava a Milano fin dai tempi dei romani. Com'era e com'è oggi dopo il 'restauro interpretativo' del 1870. Costruita fra il 1348 e il 1648, con la parte frontale realizzata nella seconda metà del Trecento, e poi 'rivista' da Carlo Maciachini del 1870. Questa chiesa però è rimasta fino a noi mentre diverse altre importanti chiese sono state demolite.

S. Maria Maddalena e S. Teresa
La Chiesa di Santa Maria Maddalena e Santa Teresa d'Avila, annessa al monastero delle Adoratrici del SS. Sacramento, è per questo conosciuta anche come Chiesa delle Sacramentine. La struttura originale era del duecento, demolita nel 1610, ricostruita nel decennio successivo è così conservata sino ai giorni nostri. Sulle volte e sulle pareti, incorniciate da fastose decorazioni a motivi floreali in stucco dorato, ci sono degli affreschi del tardo ottocento.  [photo: Lucio Andreetto]

Largo Mazzini
Da una cartolina del 1926 si vede a sinistra l'edificio che distrusse parte della villa Scalzi e del parco. Edificio nato come garage per la vendita e manutenzione di automobili. In vetrina c'è scritto 'Automobili Bianchi'. Per terra si vedono i binari del tram che percorrendo Via Italia arriverà [...]  [photo: arengario.net - Collezione Viganò]

Palazzo della Rinascente
Nel punto dove un tempo c'era il Castello Visconteo di Monza, è stata costruita nel 1815 una villa dai Durini. Nel 1860 la teleria Frette, una delle più antiche industrie tessili italiane, acquistò e modificò la villa per farne sede della propria azienda. Sul fronte, fra le due torri cilindriche, [...]  [photo: Wikipedia]

Torre Viscontea
Torre eretta nel 1808 sul muro precipitato dell'antico Castello di Monza imitandone l'architettura. Il castello si trovava dove adesso c'è l'ottocentesco palazzo occupato dalla Rinascente. La torre si sviluppa su un'arcata a cavallo del Lambro. Sono evidenziate in rosso nella foto una traccia [...]  [photo: Wikipedia]

Castello Visconteo
Un'antica stampa che mostra ancora qualche pezzo del castello visconteo in fase di demolizione (dove adesso c'è il palazzo della Rinascente) e la Porta Nova o Porta di Milano (poi distrutta).

Cambiaghi
In questo spazio, tra il centro e via Azzone Visconti sul Lambretto, ci stavano gli stabilimenti del famoso cappellificio Giuseppe Cambiaghi. Gli stabilimenti non ci sono più ma nella zona c'è adesso la Piazza Cambiaghi. Monza è stata per molti anni La Città del Cappello, negli anni '20 i cappellifici davano lavoro a settemila persone, che producono centomila pezzi al giorno, per tre quinti esportati.

Cambiaghi
La Circonvallazione in via Azzone Visconti, con vista sulla ferrovia, il Lambretto e la parte frontale del grande e famoso cappellificio Cambiaghi.  [photo: arengario.net - Collezione Viganò]

Cambiaghi
Alcuni edifici del cappellificio Cambiaghi sono rimasti, questi erano adibiti ad abitazioni.  [photo: Lucio Andreetto]

San Maurizio
San Maurizio sorge dove prima c'era il monastero di Santa Margherita fondato nel XIII secolo dagli Umiliati e famoso per la storia di Marianna de Leyva (1575-1650), la Gertrude, monaca di Monza dei Promessi Sposi. Sulla sinistra della facciata barocca della chiesa c'è il portico d'ingresso [...]  [photo: Wikipedia]

Ponte de Gradi
Il ponte De Gradi deriva il suo nome dalla medievale Porta De Gradi, che in origine si chiamava Porta de Grate perchè portava ad Agrate. La porta, come mostra la foto di destra ora non esistente più, è stata demolita nel 1908 dopo aspre polemiche. Dal centro di Monza si superava il Lambretto in via Aliprandi, e si entrava in via Bergamo per dirigersi verso Agrate. I monzesi conoscono il ponte come il 'punt de la Mariotta', dal nome di una fruttivendola che all'inizio del XX [...]  [photo: arengario.net - Collezione Viganò]

Ponte de Gradi
Sul fronte della demolita porta medievale c'era l'effige di San Giacomo, protettore dei cappellai e quindi molto rispettato a Monza. L'effige del santo (forse una copia) la troviamo adesso collocata a fianco del ponte.

Punt de la Mariota
Insegna di un bar che, a ricordo della 'Mariota', la fruttivendola che aveva il suo negozio nei pressi del Ponte de Gradi e che veniva chiamato dai monzesi 'el punt de la Mariota'.  [photo: Street View]

Ponte di Lecco
Il ponte di Lecco sul Lambretto fotografato da via Aliprandi in una cartolina spedita nel 1907. Nell'edificio di fronte la scritta sul muro dice 'Agenzia Generale Assicurazioni'. Le vecchie case ritratte nella foto oggi non ci sono più. Le rotaie che si vedono per terra in via Alibrandi sono del [...]  [photo: arengario.net - Collezione Viganò]

Villa Pennati
Anche se il titolo della cartolina fa riferimento al Grattacielo S. Gerardo, da notare, in riva al Lambretto e dopo il ponte di Lecco, la villa Pennati, costruita fra il 1820 e il 1835 in forma tardo-neoclasssica, oggi ospita una filiale della Banca Intesa San Paolo. Intorno alla villa c'era un giardino che è stato poi ridotto da una serie di trasformazioni edilizie. Da notare anche, attaccato al muretto di protezione del Lambretto, un orinatoio con scarico diretto sul [...]  [photo: arengario.net - Collezione Viganò]

Ciclabile Villoresi verso Ovest (verso il Ticino)
Qui comincia la ciclabile che, seguento il canale Villoresi, arriva fino al fiume Ticino dove si possono incrociare altre ciclabili. Clicca la mappa per andare al sito che documenta la ciclabile del Villoresi.

Ciclabile Villoresi verso Est (verso l'Adda)
Qui comincia la ciclabile che, seguendo il canale Villoresi, arriva fino al fiume Adda dove si incrocia la splendida ciclabile che segue il fiume. Clicca la mappa per vedere il sito che documenta la ciclabile del Villoresi.
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