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Lungo l'Adda Sud, in bicicletta
 
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Il fiume Adda
Si può seguire il corso dell'Adda dal lago di Lecco fino al fiume Po dove confluisce dopo aver attraversato tutto il Parco Adda Nord e il Parco Adda Sud (evidenziato in verde chiaro nella mappa). Nel precedente sito l'avevamo seguito dal lago di Lecco fino a Truccazzano, qui riprendiamo il corso dell'Adda per attraversare tutto il parco Adda Sud e proseguire fino a Cremona seguendo anche un po' di Po.

Da Truccazzano continuiamo a seguire la Muzza che avevamo incontrato a Cassano d'Adda nel Parco Adda Nord, la seguiamo nel suo tragitto fra le campagne a ovest del fiume Adda al quale restitusce l'acqua nei pressi di Castiglione, dove arriviamo anche noi, però dopo essere passati per Lodi. Noi l'Adda lo incontriamo un pochino più avanti, vicino a Pizzighettone.

Da Pizzighettone è possibile anche una breve deviazione, un giretto ad anello, fino a Formigara e ritorno (tragitto blu). Riprendiamo quindi l'Adda e lo accompagnamo fino al Po dove l'Adda finisce la sua corsa.

Noi però non abbiamo finito di pedalare, possimo proseguire il nostro giro fino a Cremona e possimo poi tornare a Pizzighettone seguendo un'altra via (quella blu nella mappa). Alla fine di questo lungo giro dobbiamo considerare che l'area del Po e quella del lodigiano sono dei labirinti di ciclabili che ci aspettano per essere percorse.

Crotta d'Adda è famosa per i gli affreschi dipinti sulle pareti esterne delle case, si possono qui estrarre delle foto in formato slideshow (4 MB) oppure come screensaver da (3,1 MB)

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Treno + bici:
- Linea Milano - Bologna (fermate: Tavazzano, Lodi);
- Linea Milano - Cremona (fermate: Lodi, Maleo, Pizzighettone Ponte Adda);
- Linea Milano - Treviglio (fermata di Cassano d'Adda).

Video
Alcuni famosi artisti hanno affrescato fra il 2007 e il 2008, alcuni muri dell'antico borgo di Crotta d'Adda. Il breve video raccoglie solo le opere che ho incrociato durante un giro in bici che mi ha portato a scoprire questo bel museo all'aperto. Lascio a voi scoprire le altre opere, magari andando in bici a Crotta d'Adda seguendo le indicazioni del sito.


Sempre in bici:
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Muzza a Trucazzano
La ciclabile, non asfaltata, passa di fianco alla Muzza presso Truccazzano.

Rivolta d'Adda: mercato
Il nome Rivolta deriva da Ripa e Alta, cioè città costruita sulla riva alta. [...]

Rivolta d'Adda: San Sigismondo
La basilica di San Sigismondo fu costruita fra il 1088 e il 1098 dagli abitanti di Rivolta che la donarono alla Santa Sede. Splendido esempio di architettura romanica. L'imponente altare maggiore è del 1765. [...]

Rivolta d'Adda: San Sigismondo

Rivolta: parco della preistoria
Un'area naturale costituita da un bosco secolare, resto dell'antica foresta planiziale padana, sulla sponda sinistra del fiume Adda. Lungo un itinerario intercalato da acque e laghetti, sono state collocate delle ricostruzioni a grandezza naturale di animali preistorici.

Rivolta: parco della preistoria
Il brontosauro è forse il più apprezzato dai bambini perchè lo si può toccare. Il parco è nato alla fine degli anni '70 con la ricostruzione in vetroresina di 28 animali preistorici raggiungibili percorrendo un sentiero ad anello di 4 km. Il brontosauro era un erbivoro che raggiungeva i 20 metri di lunghezza e le 30 tonnellate di peso.

Rivolta: parco della preistoria
Il tirannosauro in vetroresina è una delle più grosse ricostruzioni del parco, ma è stato anche il più grande carnivoro terrestre mai esistito, impressionante la dentatura e la muscolatura masticatoria rispetto alle dimensioni di in essere umano contemporaneo. Il parco è molto interessante dal [...]

Rivolta: spiaggia
Zona pic-nic in riva allAdda, molto apprezzata dai sudamericani.

Rivolta: spiaggia
La zona pic-nic (a pagamento per le auto) apprezzata dai sudamericani che si ritrovano in questa zona nei weekend allietandosi con musiche latinos e grandi barbecue.

Bagno sull'Adda
In questa parte dell'Adda, a fianco della ciclabile, ci sono piccolissime zone dove è possibile concedersi una sosta e un bagno.

Paradiso
Cartelli ... invitanti [...]

Comazzo: lanca
Riserva naturale lanca di Comazzo (Bocchi). La lanca è un tronco morto del fiume originato in modo naturale quando il fiume, in genere a causa di una piena, abbandona un suo meandro. Nel tempo un graduale interramento isola il meandro dal fiume che diventa una 'morta'. Dopo diversi decenni, o addirittura secoli, il progressivo interramento trasforma la morta in bosco.

Comazzo: lanca
Per vedere bene la lanca bisogna abbandonare la ciclabile ed inoltrarsi per poche centinaia di metri nel bosco su uno stretto passaggio in mezzo alla vegetazione.

Comazzo: lanca
Salice bianco (Salix alba) e Pioppo bianco (Populos alba) che vivono bene in zone umide.

Bocchi: sbarramento
Sbarramento per alimentare il canale Vacchelli con le acque dell'Adda che verranno poi riversate nel fiume Oglio.

guado
A seconda della stagione in questo punto si può trovare un guado non troppo profondo.

Marzano: dipendenza del palazzo Carcassola

Marzano: dipendenza del palazzo Carcassola

Marzano: palazzo Carcassola
Palazzo Carcassola-Grugni, conosciuto come Castello. Costruito alla fine del '500, proprietà iniziale dei nobili Carcassola e oggi di proprietà della famiglia Grugni. Viene aperto dall'ing. Vincenzo Grugni in occasione di visite guidate, meeting e cerimonie.

Marzano: palazzo Carcassola
Palazzo Carcassola-Grugni è composto da circa quaranta stanze tutte illuminate da grandi finestre. Contiene bellissimi affreschi e dipinti ispirati alla pittura classica del '500, soffitti a cassettoni in legno intagliato e decorato. Interessanti anche i camini, le scale, le balconate e anche i sotterranei.

Muzza e Addetta
A Paullo termina l'antico corso della Muzza che, nei tempi pre-romani, era un ramo naturale dell'Adda. La Muzza iniziava a Cassano d'Adda, disperdeva gradualmente le sue acque nella pianura, e molto probabilmente si esauriva nei pressi di Paullo. Quando i romani si impadronirono dell'area, un cero Tito Mutio fece una derivazione del fiume vicino a Paullo per irrigare i suoi terreni, e le acque appartenenti così alla famiglia Mutia vennero chiamate 'acquae Mutiae'. Le acque [...]

Bisnate: morta dell'Adda
Morte formatesi da un deviazione naturale dell'Adda in tempi molto lunghi.

Bisnate: morta dell'Adda
Nelle 'morte' l'acqua ristagna e si riscalda creando l'habitat ideale per una vegetazione rigogliosa che diviene anche un rifugio per diverse specie di animali. Durante la migrazione o il periodo invernale una quantità di uccelli frequentano questi ambienti umidi.

Bisnate: morta dell'Adda
Piante di verbasco

guado
In questo punto c'è un solido e facile guado a due corsie su putrelle di ferro.

guado
Facile guado a pelo d'acqua nel punto dove la lanca della Cascinetta si ricollega all'Adda.

Lanca della Cascinetta
Uno dei tanti punti dove l'Adda nel tempo ha eroso un'ansa del suo tracciato originale per un nuovo percorso.

Canale Vacchelli
Uno dei tanti ponti sul canale Pietro Vacchelli. Il canale è la maggiore opera idraulica per l'irrigazione della provincia di Cremona. Realizzato tra il 1887 ed il 1892, trasporta l'acqua dall'Adda sino alla località 'Tombe Morte' nel Comune di Genivolta. Qui le sue acque si aggiungono a quelle derivate dal fiume Oglio nel cosiddetto 'territorio della Calciana', e vanno ad irrigare un comprensorio di oltre ottantamila ettari.

Canale Vacchelli

Canale Vacchelli
Un vitone collegato ad un volante permette di azionare gli ingranaggi e variare l'apertura delle paratoie.

Morte del Belgiardino

Galgagnano: morta dell'Acquafredda

Roncadello: villa Barni
A Roncadello di Dovera sorge Villa Barni, una delle più belle ville dell'Alto Cremonese. La villa fu fatta erigere dal vescovo di Piacenza Giorgio Barni tra il 1690 ed il 1693. Gli architetti incaricati furono i fratelli Michele e Pier Franco Sartorio esponenti del rococò lodigiano.

Roncadello: villa Barni
La villa ha una pianta ad U con un grande cortile al centro.

Roncadello: villa Barni

Dovera: San Rocco
L'oratorio di San Rocco venne costruito a ricordo dell'apparizione di San Rocco al mugnaio Ambrogio de Bretis, o Beretta, avvenuta nel 1524.

Dovera: San Rocco
La decorazione di San Rocco venne affidata nel 1525 a Callisto Piazza, molto attivo nel XVI secolo e proveniente da una nota famiglia di pittori lodigiani. Nella foto, a sinistra, è visibile il mugnaio inginocchiato di fronte a San Rocco, nella seconda apparizione, mentre si lascia inserire sotto la pelle del dorso della mano un seme di corniolo a conferma della veridicità dell'apparizione, da mostrare allo scettico parroco di Dovera che aveva chiesto al De Bretis una prova.

Dovera: mulino di San Rocco
Il mulino che si vede nella località di San Rocco di Dovera, fu probabilmente costruito nel XV secolo. Fu di proprietà dei fratelli Granata dal 1850, e venne affidato alla famiglia Codazzi fino al 1950 anno in cui subentro come affittuaria la famiglia Sari che ne divenne propritaria nel 1956 e ancora oggi lo fa funzionare per due ore al giorno, quanto serve per produrre il quantitativo di farina e di granturco necessario all'alimentazione giornaliera dei suini allevati [...]

Dovera: mulino di San Rocco
L'acqua che muove la ruota del mulino di San Rocco proviende da due diverse rogge che incrociano le loro acque in prossimità del mulino: da sinistra arriva la roggia Chignola Vecchia (dal nome di una vicina cascina) e da destra la roggia Dovarola proveniente da Dovera. Dopo il passaggio nella ruota l'acqua confluisce nel fiume Tormo.

Dovera: mulino di San Rocco
Il mulino di San Rocco è un fabbricato di due piani che si sviluppa lungo il corso della roggia. La costruzione continua ad est con la cascina annessa che chiude un ampio cortile. Esternamente è rimasta una ruota in ferro di circa 7 metri di diametro e 80 cm di larghezza che sviluppa una potenza di 14 CV. L'interno dell'impianto presenta una macina (due palmenti) per mais tuttora funzionante.

strada romana
La strada romana Mediolanum-Cremona metteva in comunicazione diretta le due città lombarde. Un itinerario, probabilmente di età imperiale, era un'alternativa alla più nota Mediolanum-Laus Pompeia-Cremona. La via era lastricata con blocchi irregolari di silice, a costruire il comune basolato, come testimoniato dai ritrovamenti di basole dal fondo di una roggia (che forma parte dell'allineamento del percorso viario) in territorio di Castelleone.

Tavazzano: stazione
Sulla linea Milano-Bologna. Antica stazione costruita in mezzo alla campagna nel 1861 per creare un punto intermedia nel 'lungo' tragitto Melegnano-Lodi. Intorno alla stazione si è poi sviluppata Tavazzano. Oggi è punto di connessione per la linea ad alta velocità Milano-Bologna.  [photo: Wikipedia]

Tavazzano: ciminiera
Ciminiera della centrale di Tavazzano dipinta ed abbattuta nel 2008 come segno dell'inizio dell'intervento di riqualificazione ambientale dell'area. La pittura è opera dell'artista bergamasco Paolo Baraldi e la ciminiera era alta 60 metri. [...]

Muzza
La Muzza vista dalla ciclabile che in questo punto è ampia e non asfaltata, qualche volta con delle ampie pozzanghere causate dall'irrigazione dei campi.

Lodi e pecore

Lodi: stazione
Sulla linea Milano-Bologna. Si trova in pieno centro storico di Lodi.  [photo: Wikipedia]

Lodi Vecchio: mulino

Lodi Vecchio: basilica San Bassiano
L'interno è a tre navate poggiate su pilastri polistili e coperto da volte costolonate, le pitture sono dell cosiddetto Maestro di S. Bassiano della prima metà del Trecento. Sul catino absidale è dipinto un cristo Benedicente circondato dai simboli dei quattro evangelisti, dalla Vergine, da [...]

Lodi Vecchio: basilica San Bassiano
La chiesa è conosciuta anche come Basilica dei XII Apostoli. Fu fondata dal vescovo Bassiano nel 380 in occasione dell'istituzione di una diocesi in Laus Pompeia, e ne ha ospitato le reliquie fino al 1163, poi furono traslate nel duomo di Lodi Nuova. Ha subito dei rifacimenti del XII secolo e poi [...]

Cascina Gualdane: mulino
Cascina agriturismo dove si allevano bovini, suini e animali da cortile. Il mulino è ancora funzionante e visitabile insieme al piccolo museo di attrezzi contadini. Con lo sviluppo agricolo tra Settecento e Ottocento c'è stato un aumento del numero dei mulini, quasi tutte le grandi aziende ne hanno uno all'interno della cascina stessa oppure più spesso nelle vicinanze in condivisione con altre fattorie.

Ca' dell'Acqua: mulino a Borgo San Giovanni
Uno dei tanti mulino della zona e come gli altri mosso dall'acqua dei canali irrigatori derivati dalla Muzza. Questi mulini erano soggetti tutti insieme ad un 'ferma' primaverile quando la Muzza era in manutenzione.

San Colombano al Lambro: chiesa San Rocco
Costruita nel 1514, pianta ottagonale e stile bramantesco. Al termine dei lavori di ristrutturazione la chiesetta è stata riaperta al pubblico nel 1961, nella festa di Pentecoste. E' un monumento nazionale attualmente di proprietà dei Signori Riccardi.

San Colombano al Lambro: chiesa San Rocco
Interessante la parte alta della chiesa, di impostazione rinascimentale; internamente è sede del matroneo con bifore abbellite da colonnine binate finemente tornite. [...]

San Colombano al Lambro: mulino

San Colombano al Lambro: mulino Tre Ruote

San Colombano al Lambro: mulino Tre Ruote

San Colombano al Lambro: mulino Tre Ruote

campo

Muzza
L'ampia ciclabile non asfaltata che affianca la Muzza.

Muzza a Cornegliano Laudense
Vista dalla ciclabile che segue il canale.

Abbadia Cerreto: abbazia
L'abbazia ha due campanili, uno quadrangolare semplicissimo che sembra in gran parte rifatto, l'altro ottagonale con tre piani di finestre (monofore piccole, monofore più grandi e bifore) separate da cornici di archetti pensili. La torre in origine finiva in una guglia che crollò nel 1680 in seguito ad un temporale; oggi è coperta da un tetto in tegole. Il campanile ottagonale si trova all'incrocio dei bracci dell'altare, dove era collocata la corda che serviva per suonare [...]

Abbadia Cerreto: abbazia
La splendida abbazia faceva parte di un grandioso complesso e ha una storia lunga e gloriosa. Le fondamenta dell'edificio furono gettate nel 1137. I primi monaci giunti ad Abbadia Cerreto furono i Benedettini che bonificarono la zona, paludosa e malsana, rendendola fertile, e arricchirono l'abbazia grazie alle numerose donazioni ricevute. Successivamente l'abbazia passò ai Cistercensi a seguito di lotte per l'ascesa al papato tra due potenti partiti. Nel 1139 essi si [...]

Abbadia Cerreto: abbazia
Il portone d'ingresso dell'abbazia è in legno ed è datato al 1639. [...]

Abbadia Cerreto: la morta
Una morta si forma quando un fiume, per cause naturali, modifica il suo corso, lasciando isolato un tratto di curva che in periodi successivi si impaluda e l'unico collegamento con il fiume ha luogo durante piene straordinarie. La morta di Abbadia Cerreto si è formata prima del XVIII secolo quando l'Adda ha modificato il suo corso lasciando isolato un tratto di ansa.

Abbadia Cerreto: la morta
Il cenobio d Abbadia Cerreto e i monaci lodigiani contribuirono al prosciugamento della grande palude che si estendeva nell'area. Nel giro di qualche secolo, là dove c'erano paludi e stagni, sorse un intricato reticolo di fossati e canali artificiali. Questa è la morta che si è formata naturalmente quando l'Adda ha abbandonato una delle sue anse per un tragitto più rettilineo.

Gombito: spiaggia sull'Adda

Castiglione d'Adda: riserva Adda morta
La morta è ambiente d'acqua ferma tipico della Pianura Padana centrale. Si forma in modo naturale per erosione della parte esterna delle anse del fiume che deposita i materiali all'interno dell'ansa. Quando c'è una forte piena l'ansa del fiume viene abbandonata dalla corrente principale che nel tempo diventa un grande specchio di acqua stagnante.

Castiglione d'Adda: Adda morta
Per arrivare all'interno della morta bisogna abbandonare la ciclabile per poche decine di metri ed innoltrarsi in uno stretto cammino fra le alte canne di bambu. L'inizio del cammino è segnato anche da delle palme (che non centrano nulla con la vegetazione del luogo).

Castiglione d'Adda: Adda morta
La riserva naturale Adda morta lanca della Rotta è classificata come Riserva Orientata e quindi è un'area soggetta alla massima protezione. E' stata istituita nel 1983 e ha una gestione indipendente da quello del Parco Adda Sud. E' una zona umida che si ècreata da una vecchia ansa dell'Adda.

Formigara
Borgo con un insolito porticciolo sull'Adda e una piccola area di sosta.

Formigara: porto
Il porto di Formigara sull'Adda

Tenuta Boscone

Tenuta Boscone

Tenuta Boscone

Tenuta Boscone: palude Morta Alta
Morta causata da una deviazione naturale dell'Adda. La tenuta del Boscone è un'area ricreativa di pregio naturalistico, aperta al pubblico con ingresso a pagamento. Si estende su 350 Ha e per visitarla tutta è meglio dotarsi di una bicicletta. La tenuta Boscone si sviluppa attorno ad una vecchia ansa del fiume Adda la quale, abbandonata da lungo tempo dal corso fluviale principale, ha subito vari rimaneggiamenti sia dovuti alla naturale evoluzione e sia all'intervento [...]

Tenuta Boscone: imbarcadero

Tenuta Boscone: Unio pictorum
L'Unio pictorum è una bivalvia paleohetereodonta che si nutre filtrando in continuazione l'acqua e trattenendo le particelle alimentari. E' un indicatore della qualità dell'acqua. Difficile da vedere perchè si infossa facilmente.

Pizzighettone
Pizzighettone è un borgo fortificato che ha conservato la sua cinta Muraria. E' diviso in due parti dall'Adda: Pizzighettone sulla riva orientale, fondata nel 1472, e la più antica Gera (Acerra) di origine celtica, sulla riva occidentale. Il castello, di cui è rimasto solo il torrione, risale al 1133 ed è stato edificato dai Cremonesi.

Pizzighettone
Pizzighettone fu conquistata prima dai Galli e poi dai Romani che la sostituirono con Piz-Juguntorum, l'attuale Pizzighettone. Il torrione è quel che resta del Castello edificato nel 1133 e nucleo da cui cominciò a svilupparsi Pizzighettone. Era costituito da quattro torri e un lato lungo il fiume; fiorente nel XVI sec., tanto da dare alloggio a Francesco I di Francia dopo la disfatta di Pavia (1525) e smantellato nel XIX sec., conserva oggi soltanto una torre.

Pizzighettone

Maleo: salto d'acqua
Il paese si trova poco più a sud di Pizzighettone e viene nominato con il nome attuale in documenti del X sec., anche se la zona fu abitata da tempi antichissimi e condivise le vicissitudini di tutto il territorio circostante, finché nel XVI sec. divenne feudo dei Trivulzio, ai quali succedettero, nella seconda metà del '600 i Trecchi.

Maleo: stazione
Sulla ferrovia Pavia-Mantova.  [photo: Wikipedia]

Papaveri
Papaveri nella campagna.

Crotta d'Adda: palude

Crotta d'Adda: affreschi
Crotta d'Adda è oggi famosa per gli affreschi dipinti da diversi artisti nei muri esterni delle case del borgo antico. Nel testo del sito c'è il riferimento per scaricare uno slideshow e uno screensaver di foto degli affreschi. Crotta d'Adda sorge su un terrazzamento poco lontano dal punto di confluenza dell'Adda nel Po. La posizione strategica ha reso la località abitata già in epoca preistorica e pre-romana. Il suo territorio è stato teatro di numerosi scontri nel corso [...]

Crotta d'Adda: villa Stanga
Villa Stanga, costruita nel XVIII secolo, è uno degli esempi più importanti del barocco lombardo. Voluta da Giulio Stanga e probabilmente disegnata da Pellegrino Pellegrini, detto Tibaldi, fu poi ampliata dalla famiglia Stanga con una scuderia, una stalla, pollai , aresenale, ghiacciaia, un oratorio, la casa del fabbro e del falegname; insomma, una vera e propria azienda agricola. Crotta d'Adda era località di villeggiatura per i ricchi patrizi cremonesi.

Crotta d'Adda: villa Stanga
Dall'alto si può ben vedere la villa (quadrato) e il cortile con impianto di irrigazione circolare per consentire ai maiali di stabulare all'aperto e di rotolarsi liberamente nel fango. Le operazioni di stalla, rivoluzionaria per l'epoca, erano effettuate con l'impiego di un trenino a carrelli su rotaie a percorso circolare.

Maccastorna: castello
Maccastorna si è sviluppata intorno al castello, sorto fra i secoli XIII e XIV, e dove i ghibellini si asserragliarono. Il castello fu inizialmente possedimento dei Vicemala e poi dei Bevilacqua che lo mantennero fino all´inizio del XIX secolo. Maccastorna è uno dei comuni più piccoli d'Italia e le poche abitazioni sono distribuite attorno alla Rocca. La presenza dell'importante fortificazione militare è dovuta alla posizione strategica di Maccastorna, poco lontano dal punto [...]

Maccastorna: castello
La nascita della Rocca risale alle lotte tra Guelfi e Ghibellini cremonesi: fu fondata dai Ghibellini intorno al1250 che la usarono come rifugio nel 1270, dopo essere stati sconfitti e costretti alla fuga dai Guelfi. Dopo un assedio durato un anno, la Rocca fu conquistata, saccheggiata, distrutta ma subito riedificata. Nel secolo seguente passò ai Vincimala, cui subentrarono poi i Visconti. Nel 1385 fu venduta da Bernabò Visconti a Guglielmo Bevilacqua, esponente di una [...]

Ciclabili del Parco Adda Nord
Vieni a vedere i giri in bicicletta che proseguono nell'area del Parco Adda Nord, dal lago di Lecco fino a Truccazzano. [...]

Ciclabili sui Navigli
Vieni a vedere i giri in bicicletta che seguono e si trovrano fra il Naviglio Grande e il Naviglio Pavese proseguendo per i Navigli di Turbigo e Morimondo.

Ciclabili sul fiume Oglio
Vieni a vedere le ciclabili che seguono il fiume Oglio. [...]
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